** domenica, 27 luglio 2008 **
Ad una persona. Quei giorni perduti a rincorrere il vento a chiederci un bacio e volerne altri cento un giorno qualunque li ricorderai amore che fuggi da me tornerai un giorno qualunque li ricorderai amore che fuggi da me tornerai... mi dici le stesse parole d'amore fra un mese, fra un anno, scordate le avrai amore che vieni da me fuggirai fra un mese, fra un anno, scordate le avrai amore che vieni da me fuggirai... perduto in novembre o col vento d'estate io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai amore che vieni, amore che vai io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai amore che vieni, amore che vai... ("Amore che vieni, amore che vai" - Fabrizio De Andrè)
E tu che con gli occhi di un altro colore
Venuto dal sole o da spiagge gelate
Whispered by Starcatcher
* alle 13:44 - in citazioni, deliridiparole, canzoniepoesie *
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** martedì, 01 aprile 2008 **
A Little Pain Cassandra, I will never forget... A Little Pain - Trapnest Video uploaded by: Rainenite Anime : "Nana"
There's no one here while the starlight toys with me
I forgot your smile in order to become strong
If we were together, I certainly could find it again
Open you eyes!
I'm here waiting for you
Even if the future is different from now
I'm here waiting for you
I keep on crying
I'm sure all I have to do is pull in the thread that connects our hearts
So the person I was back then would awake
No need to cry
Travel in silence, I can reach you if I stretch out my hands
The only memory I have of you is so far away
I can hear your voice if I close my eyes
Even a little pain would be nice
Look at me!
I'm here waiting for you
Even if you get lost, blown away by the wind
I'm here waiting for you
I look up at the sky
I was protecting my heart with outstretched hands
Until the person you were back then looked back
No need to cry
Feel something, feel nothing
Listen closely, listen closely
Wide open ears
Disarm the dream tickler
In the constant moment
You will find me where it's quiet
Listen closely, listen closely
Through all the spaces
Of the universe
I'm here waiting for you
Even if the future is different from now
I'm here waiting for you
I keep on crying
I'm sure all I have to do is pull in the thread that connects our hearts
So the person I was back then would awake
No need to cry...
Whispered by Starcatcher
* alle 16:03 - in canzoniepoesie *
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** martedì, 15 gennaio 2008 **
. . . . . . : : : P A R O L E : : : . . . . . . Amo le Parole. È così. M’innamoro delle Parole. Le Parole sono belle, belle, belle. Troppo belle. Io dico tante Parole, e ne scrivo altrettante. Ma non sono vere. Non tutte. Le Parole sono belle e ipocrite. Sono belle e false. Belle e ingannevoli. Quando Parlo dico mezze verità, o totali bugie. Di rado dico tutta la verità. Questa cosa che sto scrivendo...Sono solo Parole. Vere o false? Reali o fittizie? Lo scrivo perché lo penso o perché è bello? Non sono perfetta. Ma neanche gli altri lo sono. Anche gli altri dicono Parole e bugie. Quindi, perché dovrei credere alle loro Parole? Non posso farne a meno. Amo le loro Parole. E finisco per innamorarmi di loro. Parole, mie amate Parole, la mia consolazione, la mia illusione. Amo le Parole. Come sono belle le Parole, vero? Un uomo saggio ha detto che non si può amare senza parole. Che è una cosa romantica dire “Non ci sono parole per dirti quanto ti amo”, ma che non è vero: perché quello che non si può esprimere a Parole non esiste. Forse ha ragione. E quindi, che male c’è ad innamorarsi della Parole? M'innamoro delle Parole. Ma chi può giudicare il mio amore, chi può dire che non è sincero, o che non è giusto, o che non è reale?
Whispered by Starcatcher
* alle 16:36 - in storie, incubi, deliridiparole, bellissimeillusioni *
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** lunedì, 03 dicembre 2007 **
Prologo Sarebbe stato impossibile non notarlo. Sedeva immobile su uno degli alti sgabelli, di fronte al bancone della taverna, leggermente in disparte, ma non abbastanza da passare inosservato. Guardava fisso davanti a sé, gelido e altero, stringendo in una mano il bicchiere allungato di vetro opaco e scheggiato, già per metà svuotato del liquido che conteneva, annacquato sidro di qualità scadente. Non parlava, le labbra sottili e rosse erano strette in un’espressione ermetica e gelida almeno quanto lo sguardo; pareva che nessun sorriso, o risata, le avesse mai sfiorate. Gli occhi fissavano lo scaffale alle spalle dell’oste, le bottiglie di liquori e le lunghe file di piatti e bicchieri. Erano acuti e pungenti, le piccole pupille nere scintillavano in mezzo alle iridi. Bicrome. Una era azzurra, un azzurro intenso, profondo, più prossimo al blu del mare in cui si riflette il cielo nelle giornate soleggiate. L’altra era invece chiara, di un grigio cristallino con sfumature metalliche, argentee. Pareva innaturale. I capelli, neri come ali di corvo, arrivavano a sfiorargli le spalle, ed erano trattenuti da un nastro di raso del medesimo colore; erano liscissimi e riflettevano la scarsa luce della locanda. Contrastavano con la pelle bianchissima del viso, esaltavano quei lineamenti appena accennati e delicatissimi, androgini, che lo rendevano simile ad una statua d’alabastro; una perfetta statua dell’Antica Grecia, assolutamente priva di espressione e di passioni, di sentimenti o turbamenti, di dolore o gioia. E nonostante sembrassero possedere la morbida consistenza della pelle umana, chiunque avrebbe giurato che fossero gelidi al tatto. Era vestito con classe ed eleganza, e questo lo rendeva ancora più atipico nell’ambiente squallido e polveroso di quell’infima taverna; le gambe sottili erano intrecciate attorno alle stecche sghembe e traballanti che costituivano le gambe dello sgabello, foderate da attillati pantaloni in velluto infilati in stivali neri, lucidi, alti fino al ginocchio. L’ampia camicia bianca cadeva in mille pieghe sul torace esile, infilata nei pantaloni, decorata con pizzi di raffinata fattura che, agli orli delle maniche, sfioravano le dita flessuose; una piccola gemma di zaffiro incastonata in una cesellata cornice d’argento era appuntata sullo jabot, appena sotto il collo. Non dimostrava più di quindici anni; la giovinezza del viso liscissimo, del tutto privo di barba, era solo in parte smentita dello sguardo, serio, maturo, adulto. Immobile, silenzioso, quel ragazzino era del tutto fuori luogo in quella topaia. Di tanto in tanto le dita tamburellavano sul rozzo bancone, o sul bicchiere tintinnante. Sembrava non sentire le voci sommesse che confabulavano ai tavoli, i borbottii che erompevano talvolta in sferzanti, sorde risate, sembrava non notare gli sguardi torvi, sinistri, che di tanto in tanto gli rivolgevano gli avventori incappucciati.
[...]
Whispered by Starcatcher
* alle 21:17 - in storie, deliridiparole, bellissimeillusioni *
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** lunedì, 17 settembre 2007 **
Ci sembra innocente D E S I D E R A R E e atroce che l'altro D E S I D E R I "La Luna nel Pozzo", Dany&Dany
Whispered by Starcatcher
* alle 19:01 - in citazioni, incubi, deliridiparole *
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** sabato, 18 agosto 2007 **
Il cielo preme contro le tue spalle, E cosa si può fare in questo deserto? Non conosco un dolore più forte Che essere vivi tra i molti dormienti. Ma ti metterai ad aspettare Cosa ti porterà Il Tempo, Ti metterai ad aspettare… Belaja Gvardija, dal libro “I Guardiani del Crepuscolo”, di Sergej Luk’janenko
Whispered by Starcatcher
* alle 17:58 - in storie, deliridiparole, canzoniepoesie *
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** giovedì, 28 giugno 2007 **
Me ne vado per un po'. E sinceramente non mi dispiace neanche un po' lasciare tutto questo. Sto iniziando a detestare seriamente i miei blog... Penso che al mio ritorno mi dedicherò ad attività un po' più utili...Magari scriverò, o leggerò, o studierò, o inizierò a fare i compiti delle vacanze, o giocherò a carte, o andrò al parco. Odio Internet. Falso, bugiardo, illusorio Internet. Ti detesto e ti disprezzo e disprezzo me stessa e mi detesto.
Whispered by Starcatcher
* alle 16:35 - in *
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** lunedì, 28 maggio 2007 **
Bellinzona. Solo questa parola. Tra giorni all'insegna della surrealtà. Pioggia, abiti umidi, scarpe umide, nottate insonni (provate voi, a dormire in due in un sacco a pelo mentre fuori viene giù il mondo!). Perché Media Aetas non abbandona la posizione. Ma quando la pioggia ti distrugge il campo, non ce l'hai più una posizione. Quando ti si bagna lo zaino, non hai più un cambio asciutto. L'unica roba "asciutta" è quella che si asciuga intorno al fuoco, piena di cenere, puzzolente di fumo. Salsiccia e croissant a colazione è spettacolare, dovreste provare. Ma tutto è spettacolare quando hai fame e freddo. I viaggi in macchina sono qualcosa di assurdo. Dildi di legno che volano da un'auto all'altra, musica, la bellissima musica del Nibbio che ti allieta il viaggio, lo spettacolo del lago Maggiore, talmente poetico da sembrare uscito da un romanzo. E la gentilezza di tutti nei confronti delle "cucciole", la soliderietà con i compagni. Abiti condivisi, cibo condiviso, risate condivise. Idromele, il nettare degli dei, anche quello condiviso. Pioggia (tantissima) condivisa, sacchi a pelo condivisi. Tutto condiviso. Lo spirito di gruppo è fantastico. Potrei andare avanti per ore a raccontare tutte le incrediili avventure successe, le fughe sotto la pioggia, il salvataggio della roba, la stanchezza, i viaggi in auto, la gente, la rievocazione, il cibo, il divertimento, il freddo, la fame, le risate, gli stop alla dogana, lo spirito che si respirava, anche la malinconia, a volte. Nonostante tutto, non ho mai visto qualcuno veramente triste, o arrabbiato. Ma anche con tutti questi racconti non riuscirei a descrivere cosa ho provato in questi tre fantastici giorni. Mi ci voleva proprio, allontanarmi dal caos cittadino, dalla fatica della scuola (quella fatica era ben più divertente), dai problemi, dai pensieri tristi, che pur mi hanno raggiunta anche lì. Ma sparivano subito, spazzati via dalla pioggia e dalle risate che ne seguivano. Da un lato mi spiace essere tornata. Vorrei essere ancora lì, a bagnarmi e stancarmi, e non qui ad affrontare sempre i soliti problemi. Ma conserverò sempre nel cuore questi giorni straordinari. Col senno di poi, mi sembreranno ancora più belli. Saranno avventure che potrò raccontare ai miei amici, intorno al fuoco. O rimembrare con il Gruppo..."Ti ricordi quella volta a Bellinzona.........?" La mia prima rievocazione. Bellinzona.
Whispered by Starcatcher
* alle 11:15 - in storie, parentesi, guuuuu *
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** mercoledì, 23 maggio 2007 **
Piove. Stamattina mi sono svegliata, e un meraviglioso, caldo, sole splendeva su una giornata che, ne ero convinta, sarebbe stata perfetta. Avevo dimenticato le brutte cose successe il giorno precedente, ricoravo solo quelle belle, che erano molte. E anche quelle dei giorni passati. Nel pomeriggio, il sole splendeva ancora, ma il mio umore è già rovinato. Non saprei dire se fosse una tempesta di rabbia furiosa, straziante, oppure una placida pioggia grigia e insistente, monotona, depressa. Ma adesso piove. Almeno il Cielo si è accorto che esisto. Almeno lui. Gli ci è voluto un po', ma infine l'ha capito, e ha smesso di ostentare quel sorriso luminoso che sembra contagiare tutti nonostante la mia infelicità. "Desiderei tanto avere un amico. Qualcuno con cui parlare. Qualcuno da aiutare, magari. Qualcuno che mi aiuti. Qualcuno che mi capisca. Desidero che sia bello, perché la bellezza è un tale sollievo, e al tempo stesso un dolce tormento. Guardandolo negli occhi, mentre gli parlo, vorrei pensare che è bello, distrarmi almeno un momento dai miei pensieri tristi. Qualcuno con cui sfogare la frustrazione, la rabbia, il senso d'impotenza..." Questo pensavo, mentre il cielo ancora sorrideva. E Lui lo ha capito. E presto il suo sorriso è sparito. Il Cielo è bello. E mi sta consolando. Forse non posso aiutarlo, ma lui può aiutare me. Forse non posso guardarlo negli occhi, ma lui mi capisce. Forse solo per oggi. Domani non gl'importerà più nulla di me, ma chissà, domani potrei non averne più bisogno. La cosa importante è che almeno il Cielo si è accorto che esisto. E non credo che sia poco. Il Cielo, in fondo, è più grande di tutti noi, e sono felice che abbia rivolto il suo sguardo proprio verso di me. Che pianga per me. Almeno lui, si è accorto che esisto. G r a z i e , C i e l o .
Whispered by Starcatcher
* alle 17:58 - in storie, incubi, deliridiparole *
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***The White Lily***
...Sussurri...Parole...
Tormenti...Sogni...
Da condividere o forse solo da Raccontare...
Un blog che mescola realtà e fantasia, in cui scrivono Luthien e Sara...il mio D E L I R I O . . .
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