** martedì, 15 gennaio 2008 **

. . . . . . : : : P A R O L E : : : . . . . . .



 

Amo le Parole.

 

È così.

 

M’innamoro delle Parole.

 

Le Parole sono belle, belle, belle. Troppo belle.

 

Io dico tante Parole, e ne scrivo altrettante.

 

Ma non sono vere.

Non tutte.

 

Le Parole sono belle e ipocrite.

Sono belle e false. Belle e ingannevoli.

 

Quando Parlo dico mezze verità, o totali bugie.

Di rado dico tutta la verità.

Questa cosa che sto scrivendo...Sono solo Parole. Vere o false? Reali o fittizie? Lo scrivo perché lo penso o perché è bello?

 

Non sono perfetta.

Ma neanche gli altri lo sono.

Anche gli altri dicono Parole e bugie.

 

Quindi, perché dovrei credere alle loro Parole?

 

Non posso farne a meno.

 

Amo le loro Parole.

E finisco per innamorarmi di loro.

 

Parole, mie amate Parole, la mia consolazione, la mia illusione.

 

Amo le Parole.

 

Come sono belle le Parole, vero?

 

Un uomo saggio ha detto che non si può amare senza parole. Che è una cosa romantica dire “Non ci sono parole per dirti quanto ti amo”, ma che non è vero: perché quello che non si può esprimere a Parole non esiste.

Forse ha ragione.

 

E quindi, che male c’è ad innamorarsi della Parole?

M'innamoro delle Parole. Ma chi può giudicare il mio amore, chi può dire che non è sincero, o che non è giusto, o che non è reale?

Whispered by Starcatcher

* alle 16:36 - in storie, incubi, deliridiparole, bellissimeillusioni *

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*_*_*_*

** lunedì, 03 dicembre 2007 **

Prologo

 

 

Sarebbe stato impossibile non notarlo.

Sedeva immobile su uno degli alti sgabelli, di fronte al bancone della taverna, leggermente in disparte, ma non abbastanza da passare inosservato. Guardava fisso davanti a sé, gelido e altero, stringendo in una mano il bicchiere allungato di vetro opaco e scheggiato, già per metà svuotato del liquido che conteneva, annacquato sidro di qualità scadente. Non parlava, le labbra sottili e rosse erano strette in un’espressione ermetica e gelida almeno quanto lo sguardo; pareva che nessun sorriso, o risata, le avesse mai sfiorate.

Gli occhi fissavano lo scaffale alle spalle dell’oste, le bottiglie di liquori e le lunghe file di piatti e bicchieri. Erano acuti e pungenti, le piccole pupille nere scintillavano in mezzo alle iridi.

Bicrome.

Una era azzurra, un azzurro intenso, profondo, più prossimo al blu del mare in cui si riflette il cielo nelle giornate soleggiate.

L’altra era invece chiara, di un grigio cristallino con sfumature metalliche, argentee. Pareva innaturale.

I capelli, neri come ali di corvo, arrivavano a sfiorargli le spalle, ed erano trattenuti da un nastro di raso del medesimo colore; erano liscissimi e riflettevano la scarsa luce della locanda.

Contrastavano con la pelle bianchissima del viso, esaltavano quei lineamenti appena accennati e delicatissimi, androgini, che lo rendevano simile ad una statua d’alabastro; una perfetta statua dell’Antica Grecia, assolutamente priva di espressione e di passioni, di sentimenti o turbamenti, di dolore o gioia. E nonostante sembrassero possedere la morbida consistenza della pelle umana, chiunque avrebbe giurato che fossero gelidi al tatto.

Era vestito con classe ed eleganza, e questo lo rendeva ancora più atipico nell’ambiente squallido e polveroso di quell’infima taverna; le gambe sottili erano intrecciate attorno alle stecche sghembe e traballanti che costituivano le gambe dello sgabello, foderate da attillati pantaloni in velluto infilati in stivali neri, lucidi, alti fino al ginocchio. L’ampia camicia bianca cadeva in mille pieghe sul torace esile, infilata nei pantaloni, decorata con pizzi di raffinata fattura che, agli orli delle maniche, sfioravano le dita flessuose; una piccola gemma di zaffiro incastonata in una cesellata cornice d’argento era appuntata sullo jabot, appena sotto il collo.

Non dimostrava più di quindici anni; la giovinezza del viso liscissimo, del tutto privo di barba, era solo in parte smentita dello sguardo, serio, maturo, adulto.

Immobile, silenzioso, quel ragazzino era del tutto fuori luogo in quella topaia. Di tanto in tanto le dita tamburellavano sul rozzo bancone, o sul bicchiere tintinnante.

Sembrava non sentire le voci sommesse che confabulavano ai tavoli, i borbottii che erompevano talvolta in sferzanti, sorde risate, sembrava non notare gli sguardi torvi, sinistri, che di tanto in tanto gli rivolgevano gli avventori incappucciati.

[...]

Whispered by Starcatcher

* alle 21:17 - in storie, deliridiparole, bellissimeillusioni *

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*_*_*_*

** giovedì, 26 aprile 2007 **

Basta poco per rovinare una giornata, a volte.

Ma altre volte, basta poco anche a farla sembrare lucente...

Basta che un barman senegalese ti dica "Hai un bellissimo sorriso".

O che un simpatico professore di musica si ricordi il tuo nome, si diverta a chiacchierare con te, e ti inviti ad assistere alla lezione di pianoforte.

O che un amico ti scriva "Sai, anche se ti conosco poco, secondo me hai un cuore gigantesco...Devi solo riuscire ad aprirlo..."

Tutte queste cose mi son capitate. Non nel corso della vita. Tutte oggi. Si, in fondo oggi è una bella giornata. Un raggio di sole in un giardino invernale. Un soffio di vento di primavera in un giardino morto.

Vorrei che anche domani fosse una giornata così bella. Vorrei, per una volta, chiudere un pensiero con la speranza, addormentarmi pensando "Si, domani, domani...Domani le cose cambieranno". Mi piacerebbe pensare ancora "Un giorno lo incontrerò..." sapendo che quel giorno potrebbe essere domani!

E allora non vado oltre. E per una volta non voglio sentire parlare d'illusioni.

Domani sarà una bella giornata

Domani lo incontrerò.

Domani avrò lo stesso sorriso bellissimo di oggi, che scalda i cuori di chi lo vede, com'era un tempo. Senza tristezza, senza disperazione. Perché gli Angeli non dovrebbero essere tristi, dovrebbero sempre sorridere, per poter redimere. E io...Io voglio sorridere.

Domani sarà una bella giornata.

Whispered by Starcatcher

* alle 21:46 - in storie, deliridiparole, bellissimeillusioni, guuuuu *

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*_*_*_*

** martedì, 24 aprile 2007 **

Tratto da "The Seven Angels", una delle canzoni più belle di "The Metal Opera", "Avantasia", creato dal leader del gruppo tedesco "Edguy" Tobias Sammet

[Regrin:]
You've been fighting for your soul
And sometimes it takes a toll
Hope one day you'll understand
What it means to hold in hands
What they call a fantasy
It is nothing but a key
To the world that now you're in
That they call a wicked dream

[Elderane:]
When you're walking on your own
when you're broken and alone
You may feel us from inside
on the other side of life
Ohohohoh...


Whispered by Starcatcher

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*_*_*_*

** domenica, 01 aprile 2007 **

 Wherever You Will Go - The Calling

Un tributo alla coppia Tsuzuki-Hisoka di Yami Non Matsuei (La Stirpe delle Tenebre). All'inizio non mi piacevano, ma poi ho visto gli ultimi due episodi e...LACRIMELACRIMELACRIME...Ero una fontana!!! E sentendo questa bellissima canzone non ho potuto non creare un AMV

 

Whispered by Starcatcher

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*_*_*_*

** venerdì, 23 marzo 2007 **

 

Pricipessa Triste, che speri e piangi

Che sorridi tra la gente, e urli dentro

Ma nessuno ti sente.

Maschera di gioia, nascondi il dolore

Che pietrifica l'anima di chi lo ascolta.

Whispered by Starcatcher

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*_*_*_*

** lunedì, 05 marzo 2007 **

Orbene, oggi sono euforica (tipico della depressione, alternare momenti di gioia smodata ad altri di malinconia folle -.-). Ho preso due Marocchini al modico prezzo di 1.20 con Ila, in un'ora! Però sono buonissimi, se passate per Torino consiglio vivamente di andare al Mini Bar che c'è il Piazza Bernini e prendere il Marocchino è squisito!  Starò male............................

Comunque, non scrivo per parlarvi della mia overdose di Marocchino, ma per comunicarvi (e chi se ne frega?, direte voi) che ho deciso di aprire un altro blog...Sarà una blog-story...Non andrà avanti per molto, però sto scrivendo una storia molto carina che voglio pubblicare, si!, a puntate...Sarà su Xiaoyu e Jin (E chi sono?, direte voi, ah, non posso svelarvelo, vedrete!). Vi pubblicherò presto il link!!! (se davvero decido di aprirlo).

Comunque, si avicinano i 18, e come bilancio complessivo della mia vita.................................è uno schifo!!!

Whispered by Starcatcher

* alle 18:27 - in deliridiparole, bellissimeillusioni *

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** martedì, 20 febbraio 2007 **

Solo una parola:

FOSCOLO

Whispered by Starcatcher

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** giovedì, 08 febbraio 2007 **

D’una Storia – Pt. II

 

Quando esco da casa tua ha smesso di piovere, ed è quasi sera; il cielo ha un colore agonizzante, che mescola il grigio delle lacrime, il nero della notte e il rosso dorato del tramonto. Arrivo a casa mia, e inizio a piangere.

 

Piango per ore, fino allo sfinimento. Non voglio cenare, non voglio rispondere alle domande di mia madre. Sono stata io la prima a dirti che non avrei detto nulla al tuo ragazzo, che potevamo chiudere la parentesi, quel bellissimo ma imprudente errore, quella debolezza. Hai risposto che mi ami, e mi amerai sempre; ma come amica; con quella tua dolcezza squisita, che chiunque scambierebbe per amore. A modo tuo è amore. Ho detto che andava bene, e per le scale mi sono quasi scontrata con il tuo ragazzo; mi ha guardata come sempre, con un misto di diffidente gelosia e a anche un po’ di disprezzo, ma appena ha visto i miei occhi pieni di lacrime il suo viso ha assunto un’espressione confusa, forse persino dispiaciuta. “Ehi…Hai litigato con…?” Non sentivo già più la sua domanda, sono fuggita via.

 

Mi sono resa conto che ti amo. Che ti ho sempre amato, ma lo negavo a me stessa, perché non volevo soffrivo, perché sapevo che tu non eri per me, che avevi già un ragazzo, e che se anche fosse finita, avresti cercato un altro ragazzo. Ho fatto l’amore con te per disperazione, si, ma anche per amore. E tu, perché l’hai fatto con me? Tu ami lui, lo so, ma allora perché l’hai fatto?

 

Ieri a scuola ero talmente triste che tutte se ne sono accorte, ma non ho voluto dire niente, loro non capirebbero. Nel pomeriggio ho visto il mio ragazzo e con tutto il tatto di cui dispongo l’ho lasciato; mi sono accorta che ormai non avevo più nulla a che fare con lui, lo sentivo più lontano di un estraneo. Lui non mi è neanche sembrato troppo afflitto. Forse hanno ragione le mie amiche, che sussurrano malignamente che mi tradisce; eppure mi rendo conto che non m’importa nulla di lui, non l’ho mai amato veramente con l’anima. Con te, invece…Dio, ti ho donato la mia anima, tutta me stessa, sono ormai una parte della tua anima, e tu sei entrato nella mia.

 

Ti amo, e non  posso dirtelo, perché perderei anche la tua preziosa amicizia. Devo accontentarmi di guardarti in silenzio, devo dissimulare le lacrime quando mi abbracci, devo scegliere attentamente le parole, evitando quelle che mi tradirebbero. Ma quanto ancora potrà andare avanti? Non lo so…

 

Eri il mio conforto, ed ora sei diventato il mio tormento…

Whispered by Starcatcher

* alle 19:53 - in storie, bellissimeillusioni *

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Pensieri...

***The White Lily***

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